Una vita consapevole è una vita sana

Workshop di Pratiche Filosofiche

Le pratiche filosofiche sono rivolte a tutti coloro che desiderano compiere quel grande passaggio da una vita inconsapevole ed esteriore ad una più autentica e felice.

Entra anche tu a far parte del nostro gruppo di pratiche filosofiche a Prato in cui troverai persone curiose che condivideranno con te la meravigliosa esperienza della ricerca di senso.

Da sempre infatti la filosofia è una pratica di vita.

La frequenza è libera e il gruppo è aperto a tutti.

Esempi di temi già trattati

  • Il nudo piacere di vivere
  • La figura della Grande Madre, i due volti del materno
  • La madre nel mito. La condizione uroborica come origine
  • La nascita dell’eroe.

Organizzo serate filosofiche anche in altre città. Contattami se sei un’associazione culturale o un privato interessato e vuoi ulteriori informazioni.

Per partecipare a Prato: chiamare 328 491 0980 o inviare un messaggio.

Filosofia per la vita – Le pratiche filosofiche

Scrivere per ripercorrere le vie dei ricordi e ridisegnare i nessi del presente. Dialogare ed interrogarsi con metodo intorno a quelle questioni che più ci riguardano ma che raramente riusciamo ad affrontare. Confrontarsi con i testi dei grandi autori per instaurare un dialogo vivo con il testo che in quanto carico di senso risulta inesauribile. Esercitarsi al confronto personale ed intimo con le immagini che ci conducono verso l’ascolto della voce interiore. Ecco cosa sono le pratiche filosofiche!

Da sempre la filosofia è anche una pratica di vita, e anzi il pensiero e la teoria sono sempre contestualmente anche visioni della realtà, modi di rapportarsi al mondo che determinano ogni ambito della nostra vita. Imparare a vivere è un compito di fronte al quale non ci possiamo tirare indietro, è la scommessa stessa della modernità la quale ci offre la possibilità affascinante ed allo stesso tempo terribile di immaginare liberamente la nostra esistenza. L’uomo può essere definito come quell’essere capace di “immaginare altrimenti”.

Dopo la fine degli eterni, dopo la morte di Dio, la ricerca di consapevolezza si fa ancora più urgente perché lo smarrimento permea il quotidiano. La priorità è la ricerca di senso, è da questo nucleo che può prendere una direzione felice l’esistenza che si faccia consapevole. Allora la consapevolezza è qualcosa da conquistare e riconquistare sempre da capo: occorre stare in questa tensione, in questo ascolto, in questa ricerca attenta. Solo in tale disposizione si scorgeranno nessi inediti, si diventerà consapevoli, creativi, si potranno immaginare possibilità fino ad ora rimaste nascoste. Il compito spesso è quello di rendere esplicito l’implicito.

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